IL COMPLETAMENTO DEL CICLO E IL RISVEGLIO DELLA VITA

risveglio

Questo momento di estrema densità ci tocca tutti, sono giorni questi in cui tutto viene fuori prepotente e rimette in discussione criteri ed equilibri che credevamo aver risolto e lasciato andare, ma ecco che così risolto poi non era…

Ho parlato già in precedenza del fatto che gennaio sarebbe stato pesante, ma devo essere onesta, non credevo fino a questo punto.

Ogni demone emerge dalle viscere del nostro essere portandoci allo stremo delle forze sbattendoci in faccia tutto con gli interessi, senza modo di sfuggire alla morsa, l’unica scelta che abbiamo ora è affrontarli uno per uno, anche se questo comporta grande dolore.

Opporre resistenza crea più attrito e fa molto più male, dunque facciamocene una ragione e procediamo, ma procediamo guardando avanti, se continuiamo a guardarci indietro e intorno il panorama non è dei più idilliaci perché non possiamo fare a meno di vedere tanta melma verdastra inacidita dal tempo in cui è stata rinchiusa dentro di noi proprio da noi stessi.

Mi avete scritto in tanti, davvero tanti, mi raccontate i vostri dolori, frustrazioni, problemi e tutti, magari con parole diverse, mi dite la stessa cosa:

“Non ho più la forza”

Ora, succede questo… Il 2016 è partito secco, come già ampiamente detto è l’anno della Rivelazione, della comprensione di ogni cosa, quella che consente poi di cominciare da capo, di tornare a zero senza più pesi e fardelli inutili, l’Universo ci sta sovraccaricando di energia affinché penetrando spinga fuori il superfluo e ciò che ci succede in questi giorni è proprio il superfluo che viene via.

Già, mi direte, ma come fa ad essere superfluo un rapporto che si chiude, un licenziamento, la precarietà economica che questo mese è tremenda?

Come può essere superfluo far fronte ad un lutto, alla macchina distrutta, ad un viaggio annullato per andare dalla persona cara, sentirsi emotivamente giù e piangere a dirotto, essere in balia di un blocco che nulla smuove?

Come può essere superfluo essere traditi e abbandonati, prendere coscienza di aver commesso degli errori, capire di aver ferito profondamente, sentirsi bloccati e non riuscire ad avanzare, come, come può?

Dobbiamo essere liberi e tornare a zero per poter ricominciare da capo, in tutto e per tutto, ecco dunque siamo portati allo stremo, ogni situazione, anche apparentemente blanda è straziante in questo momento.

Come ho spesso detto conosco bene i Tarocchi, questo mese di Gennaio è IL MATTO a mio parere, vi spiego perché.

Eccolo qua, IL MATTO

Matto

IL MATTO rappresenta “Il Congedo”, dice  proprio così:

“IL FINIRE DELLE COSE RAPPRESENTA IL COMPLETAMENTO DEL CICLO”

E’ una carta che non porta alcuna numerazione, rappresenta un uomo con lo sguardo allucinato, i lineamenti induriti, senza una giusta meta, su un prato verde.. la strada dell’Anima.

Indossa un cappello voluminoso, con la mano sinistra, collegata alla parte della psiche, regge un bastone che viene appoggiato sulla spalla destra: la psiche influisce sulla ragione. A questo è legato un fardello in cui sono racchiuse tutte le inutili ricchezze però per lui preziose.

Con la mano destra si appoggia ad un bastone rosso, rappresenta l’azione verso le forze negative, per questo rivolto all’indietro.

Il Matto crede che questo bastone lo aiuti, non capisce che trascina un sovraccarico.

Indossa un costume variopinto, i colori rappresentano tutte le incoerenze che sono in lui, le calze cadenti scoprono glutei e cosce rendendo palesi i suoi bassi istinti. Il polpaccio sinistro, viene morso da un animale. Sono i suoi istinti animaleschi, i sui errori, la sua mancanza di discernimento che lo spronano verso il suo cammino.

Il Matto ricorda che l’uomo che vive nel suo mondo di illusioni, che si attacca alle ricchezze materiali, che cammina senza puntare allo spirituale, spreca un’esistenza. In lui è comunque presente la Scintilla Divina e in qualsiasi momento della sua vita può trasformarsi in Bagatto.

Il Bagatto per l’appunto è la prima carta, rappresenta “La Causa Prima” e dice proprio così:

“LA VERITA’ CHE RISVEGLIA L’UOMO DORMIENTE E GLI DA’ VITA”

Siamo a questo, la fine del ciclo, dobbiamo abbandonare ogni fardello inutile per il nostro cammino, gennaio ormai sta per finire, se siamo arrivati fin qui vuol dire che stringendo ancora un po’ i denti possiamo farcela.

Forza e coraggio allora, questo è l’ultimo tratto di strada colmo di ostacoli!

Ecco il senso della risposta data a tutte le persone che mi hanno scritto, ovviamente l’ho fatto anche in privato:

“Quando tutto è portato allo stremo, quando senti di non farcela più ricorda, quello è il momento in cui guardando avanti vedi il traguardo, dunque non mollare e seppur lentamente prosegui perché oltre un gran bel sole ti attende per darti il benvenuto”.

 

Febbraio segna la rinascita dell’essere, il movimento torna e l’armonia si affaccerà mentre un caldo sole ci darà il suo benvenuto.

AVANTI TUTTA ALLORA!

Siate Luce!

Stefania Ricceri

 

3 pensieri riguardo “IL COMPLETAMENTO DEL CICLO E IL RISVEGLIO DELLA VITA

  1. Infinite Grazie Cara Stefania.
    L’ho sentita in pieno questa pressione dettata dalla mia resistenza ed anche ritorni di vecchi dolori fisici e qualcuno nuovo. Ma con la consapevolezza che viene anche da quanto ci spieghi, diventa una sofferenza benedetta che porta frutti. Ho pianto molto in questi giorni, come mai prima così tanto, cercando nel pianto un scioglimento di ciò che non va più e già mi ritrovo ad aver un migliore rapporto familgliare e questo è già un buon segno. si sono anche risolte alcune cose che sembravano insormontabili e se questo è solo l’inizio, allora direi alla Mike Buongiorno: allegria.
    Avanti tutta.
    Che la pace, la serenità, la gioia, fluiscano senza tregua in Ognuna/o.
    Renzo

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  2. Come darti torto in questa esposizione, hai riassunto ciò che molti di noi stanno vivendo, con una particolare crudeltà proprio in questi ultimi due giorni di luna piena. Sabato e domenica sono stati due giorni eccezionalmente duri, d’una violenza inaudita. Oltre il vortice impazzito delle emozioni negativo, ha fatto da padrone un profondo senso di solitudine esistenziale, un senso di abbandono, come se le sfere celesti avessero chiuso le porte dorate, lasciandoci nell’inferno. Pianto, rabbia, smarrimento e incredulità per aver letteralmente perso tutto. E niente ha potuto la personalità, solo la flebile voce dell’anima che diceva “piangi e accetta”. Oggi il sole splende però di nuovo. Un gran senso di leggerezza, come se un lungo inverno fosse stato attraversato in un giorno solo. Oggi già si sente aria di primavera e le ali stropicciate già si preparano per il volo. ❤

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