I PORTALI 999, LE PAROLE E LA VIBRAZIONE.

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Le parole… Attraverso le parole esprimiamo un sentimento, un’emozione, esprimiamo una vibrazione. A noi sta scegliere quale vibrazione esprimere affinché chi legge o ascolta ne colga l’essenza, il colore.

Le parole sono importanti perché sono un forte trasmettitore di ciò che abbiamo dentro.

Le parole sono importanti, per chi le pronuncia e scrive e per chi le ascolta o le legge. Da una piccola frase si possono creare grandi vibrazioni che a loro volta avvolgono il nostro prossimo. Per questo quando si decide di utilizzarle dovremmo sceglierle con cura. Con le parole raccontiamo ciò che siamo, pensiamo, sentiamo, crediamo….se con le parole intendiamo esprimere pareri differenti da altri è sempre bene cercare di non sminuire, denigrare, giudicare, disprezzare, criticare.

Ognuno ha un proprio sentire, pensare, credere, percepire.

Tutto questo per dire che in questi giorni ho letto pareri discordanti inerenti ai Portali 999. Pareri anche piuttosto accesi. Premetto che personalmente non mi soffermo mai sul concetto espresso, ho l’abitudine di parlare con tutto, che si tratti di un tavolo, una macchina, una pianta, una casa, un ambiente, un colore, una vibrazione, una parola, un insieme delle stesse.

Cerco il punto in cui ampliare la prospettiva senza fermarmi al primo impatto e chiedo cosa davvero trasmetta, di che colore è, come si sente, cosa percepisce, cosa davvero vuole raccontarmi di se. Cerco sempre di andare oltre mantenendo un atteggiamento aperto.

Ora, comprendo che ognuno di noi è una sfumatura, tra queste ce ne sono alcune in sintonia e altre meno, ma in quanto sfumature tutti siamo perfetti così… Altrimenti sai che noia!… Però le sfumature dovrebbero poter vibrare tra loro armoniosamente, mai sbattere una contro l’altra cercando di far prevalere la propria.

Questo per dire che rispetto ogni punto di vista, davvero, comprendo che i pensieri e le opinioni possono divergere, ma attraverso l’uso delle parole possiamo scegliere vibrazioni costruttive e quindi esprimere pareri diversi senza necessariamente utilizzare termini che vanno a screditare o disprezzare l’altrui parere, l’altrui sentire.

Il fatto è che siamo tutti sulla stessa barca, siamo tutti qua, possiamo decidere di definirci come vogliamo, ma i fattori non cambiano, siamo tutti qua e da qua bisogna lavorare per trovare l’equilibrio armonioso delle cose per creare situazioni, pensieri, emozioni, vibrazioni e infine azioni costruttive.

Ne ho parlato dei Portali 999, ne parlerò ancora in questi giorni, per me ci sono, per me sono un forte momento che tutti stiamo attraversando. Non ultimo, ma non sono preparata in materia per cui non approfondisco, anche a livello astrologico, argomento per cui nutro profondo rispetto e ammirazione per chi l’astrologia la conosce davvero, pare che effettivamente i transiti vari indichino che siamo in un momento particolare e unico che porta grandi cambiamenti e grandi cose in arrivo per tutti noi.

Ho letto di chi parla di calendario gregoriano asserendo che il tempo non esiste, certo, grande verità, vero è anche che siamo sempre qua e che scandiamo i giorni attraverso di esso. Ciò non toglie che, calendario o no, qualcosa sta succedendo, qualcosa che sfugge dal controllo e che ci porta verso fattori e situazioni nuove.

Dunque per quanto sia vero che oggi è l’11 settembre 2016 e che magari in altre parti del mondo siano nel 2700, la vibrazione energetica di questo momento non cambia, in questo contesto c’è chi come me ascolta anche la numerazione del calendario che guarda caso combacia perfettamente con altri fattori che convergono tutti nella stessa direzione:

FINE DEL VECCHIO E INIZIO DEL NUOVO.

Detto questo, le parole sono importanti, impariamo ad utilizzarle in modo sano, senza voler denigrare o sminuire quanto altri sentono perché ripeto, siamo tutti qui, sulla stessa barca e navighiamo tutti nella stessa direzione.

Tutto serve, tutto insegna, tutto è perfetto così com’è, ma cerchiamo di procedere con la pace, la Pace nel Cuore.

Siate Luce!

Stefania Ricceri

4 pensieri riguardo “I PORTALI 999, LE PAROLE E LA VIBRAZIONE.

  1. Son di nuovo Silvia, ho letto con attenzione il commento del Guardiano e concordo per molti versi. L’infinito, l’assoluto forse studia matematic, e può darsi pure che sbaglio, per carità, ma secondo me esso si manifesa in ogni dove nella nostra vita di tutti i giorni, attraverso incontri e separazioni. Ogni istante E’. E mi accodo alle sue parole finali, con una speranza, essa si perpetua ogni nostra illazione o calcolo, secondo il mio modesto parere.

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  2. Sì, capita spesso, nelle occasioni puntuali, le date, i numeri, che si accendano focolai di intolleranza culturale, ognuno teso ad affermare la propria verità. Capita, rarissime volte, anche a me.
    Succede quando si investe nella spiritualità tutta la propria essenza e si scommette su di essa. Chi mai si farebbe rubare la vita da una teoria opposta quando noi stiamo fondando la nostra vita sulla, appunto, nostra o condivisa teoria?
    E allora di argomenti ce ne sono molti. Il Tempo che non esiste (ma va? prova a dirlo al segnale orario, al domani o al dopodomani), le date di un calendario che “non è”, basato su una nascita che “non sappiamo”. I numeri, i portali, gli allineamenti dei pianeti.
    Prevalgono due grossi gruppi di lettori: gli illuministi, quelli per cui, sì, va bene, esiste qualcosa da qualche parte e può darsi che ultimamente stia facendo qualcosa di molto segreto, viste le non evidenze, ma poi il resto no, per favore. E il gruppo degli infatuati, per cui perfino una nuvola diventa un ufo, un messaggio, il risveglio di gaia.
    E non c’è modo di conciliare le due cose. Troppo distanti. O forse c’è, ma chi di essi può prenderlo in considerazione negando una parte di se stessi per accoglierne un’altra che ancora non si conosce?
    Allora il Tempo. Che qui esiste. Altrove forse no. Del resto nessuno è stato nell’altrove se non in particolari condizioni. La massa sperimenta il qui. E qui il tempo esiste.
    Il Tempo è il fondamento della dualità e genera la reazione all’azione. Che è altro fondamento della dualità. Il Tempo non è distinto dallo Spazio, che esiste, qui, ed è altro fondamento della dualità.
    Insomma, per farla breve, qui, dove vige la dualità, cioè la mancanza di certezza, queste cose devono esistere. Il tempo è il periodo che intercorre per andare da qua a là. Niente altro. E in base a un periodo tipo, scandito da una oscillazione di un elemento chimico, si regolano gli orologi. Quindi il tempo esiste eccome e ne hanno dignità i calendari e le date.
    Le date. Spesso ci chiediamo perché mai qualcosa debba avvenire quando i numeri di quel particolare calendario, magari vigente solo in alcune zone del mondo, formano disegni e armonie congruenti. I palindromi, le doppiette e le triplette, la riduzione allo stesso numero (è il caso dell’altro ieri) e così via.
    Sarebbe da ingenui pensare che l’Universo abbia davvero voglia di fare qualcosa in quei giorni in quanto sono “quei” giorni. L’Universo sa dell’infinito, sa della ciclicità dell’esistere, sa che questo nostro vederci è solo un gioco figurato privo di essenza vera e propria, non gliene importa molto se la data, qui, è carina. Non lo fa per quello. Però, per chi ci crede, lo fa.
    Io ho sempre interpretato questo nodo come se l’Universo ci desse un appuntamento. Come quando ci mettiamo d’accordo e stabiliamo un luogo (il tipo di calendario), le persone che verranno (chi crede e interpreta in questo modo l’evento) e l’ora (la data).
    Non è la data che implica l’evento, ma l’evento che sceglie la data.
    E quale data è più facile da evocarsi (e quindi richiamare almeno una briciola di attenzione e curiosità, se basta) di un numero facile o triplo o palindromo?
    Ecco svelato l’arcano degli eventi a data. Forse durano di più e si concentrano in quel momento, forse durano sempre e quei momenti sono solo bandierine per richiamarci all’attenzione dell’argomento.
    O forse non accade nulla.
    E questo è un altro nodo in cui tutti cadiamo: non si vede nulla di nuovo. E difficile è sciogliere questo nodo. Perché quante date sono trascorse, almeno per chi si occupa mediamente di spiritualità alternative, senza che cose visibili e tangibili, direttamente attribuibili a quegli eventi, siano state rilevate? Tante. Alcuni dicono “tutte”.
    Eppure abbiamo persone oneste, affidabili e serie che ci dicono che qualcosa c’è.
    Occorre conciliare l’indubbia presa di coscienza, se in buona fede e circostanziata, dei vari nulla-di-fatto con l’indubbia fiducia che riponiamo in chi elargisce, speriamo senza secondi fini, comunicazioni e fatti dell’altrove.
    E non è facile, perché il visibile l’ha sempre vinta sull’invisibile.
    Ma dall’altra parte della barriera, è altrettanto necessario che prima o poi l’invisibile, se vorrà continuare ad attrarre persone, diventi visibile, affinché non rimanga una delle ennesime divinità mai raggiunte e la cui opera alcuno è ancora riuscito a trovare verifiche nello svolgersi delle vite umane.
    Anche l’Universo dovrà venire a patti con questa specie umana. E questo è il mio augurio, desiderio, invito, ordine.

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  3. Ciao, son Silvia, condivido il tuo sentire ed il tuo punto di vista. pur avendo opinioni diverse siamo sulla stessa barca, chi traduce questo momento particolare che anche io percepisco, attraverso una disciplina o un credo, chi ascolta e basta senza dare un nome, ma di fatto qualcosa è in atto ed è un momento delicato e bisogna fare molta attenzione.
    Saluto te, carissima e preziosa messaggera, e tutti i lettori del blog con una frase di un carissimo amico:
    chi non è collacabile, indica, con la sua irriducibilità, che il regno del possibile non si esaurisce nelle caselle dell’ordine costituito. Siate irriducibili dunque.
    Alla prossima!

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